Biblioteca Baltica

Scaffale di letteratura lettone, narrativa e poesia (traduzione italiana a cura di Paolo Pantaleo)

Tu non sei neve

Nove poesie di Inga Pizāne

***

Tu non sei neve
se appena tocchi terra
io non ti vedo più

Tu non sei inverno
se nel tuo grembo
io non rinasco

Tu non sei un sogno
se sul fare del giorno
io non ti ricordo

***

Nelle notti tropicali d’estate
le ragazze tornano a casa
dal loro uomo o dalla loro solitudine,
che a volte è la stessa cosa.

I loro piedi scalzi tengono segreti
tutti i passi compiuti,
e la pelle tace delle carezze.

Le loro mani profumano di mare,
di nuotate al largo,
di ritorni a riva,
dove tanta, tanta è la sabbia –
riversa dalle clessidre
infrante.

***

La pioggia dopo il teatro
è sempre la pioggia più bella,
gli spettatori che si disperdono per Riga,
ognuno portando con sé lo spettacolo,
e noi due fra loro.

Con occhi un po’ più attenti del solito,
ci aggrappiamo al buio,
è ottobre – i marciapiedi vestiti di foglie –
e il silenzio interrotto dal ritmo dei nostri passi.

Ad un incrocio si sente il sospiro d’uno spazzino.

Ci scambiamo uno sguardo, come per convincerci, che
siamo ancora uno accanto all’altro, e poi soddisfatti
ci voltiamo le spalle
per sempre.

***

La prima neve come un primo soccorso –
copre le cicatrici, ma non le rimargina;
e per tutto l’inverno l’anima in una corsia solitaria
intenta a dividere in due l’oscurità intera.

O tutto di te (come l’autunno – le foglie)
spogliarmi via.

La seconda neve come una seconda possibilità
scappare dalla camera,
che mi avevi affittato nell’atrio sinistro
del tuo cuore
raccogliere le mie cose e zitta zitta squagliarmi.

La terza neve (per fortuna)
ci spinge nelle case del tè o di Dio
a chiacchierare o tacere,
gli occhi che cercano una finestra –
a osservare i fiocchi che solleticano il cielo,
e a domandarsi – perché il cielo non rida.

***

questa notte così fragile
come un fiammifero bruciato
spento già da tempo
nelle mie mani
nell’attesa
che tu riemerga
dai tuoi pensieri
ma è con te che io volevo
svuotare la luna piena
stasera
è con te che io volevo
ma tu dormi già da un pezzo

***

Ogni sera mi spoglio
della città.

E solo allora divento
davvero sensibile al tatto,
e solo allora sulla mia pelle nascono le tue carezze.

Che io accudisco. Addomestico.

E spero che le tue carezze
sulla mia pelle
si sentano a casa.

***

Se non fosse per te,
sarei già da tempo lontana,
su quell’aereo
d’una linea low cost
in volo sa il diavolo dove,
e mentre l’hostess parla
dei giubbotti di salvataggio e
di quanto sarà lungo il viaggio,
io osserverei le nuvole in cammino,
e neanche mi parrebbero belle,

se non fosse per te,
che freni la mia indole da uccello migratorio
se non fosse per te,
che mi tieni
senza tenermi qui,

io nei seminari
andrei a scuola
di felicità.

***

Toccare senza possedere
riesce solo alla neve –
cadere umilmente ai tuoi piedi
e in silenzio sciogliersi,
accettando i tuoi passi indifferenti
e i rimproveri,
e, come se niente fosse,
tornare di nuovo
per un bianco gratis
l’anno dopo.
*
Quanto bianco può apparire un uomo su uno sfondo innevato?

***

i sorbi selvatici maturano come la nostalgia
durante la tua assenza
ho composto
i tetti, sotto i quali
ripararci dalla pioggia,
le suole,
su cui si è appiccicata l’amarezza per la fine dell’estate,
e le nostre risate,
cercando di sbarazzarmene.

ho composto
le città,
dove per caso
ci incontriamo,
le porte da cui
fai ritorno
con dalie rosse e vino di sorbo,
e le pantofole, che ti infili
per restare,
mentre mi sussurri piano all’orecchio:
spegni la luce
è autunno.

Inga Pizāne
(trad. Paolo Pantaleo)
Pubblicato per gentile concessione dell’autrice. [Diritti riservati]

 

ipInga Pizāne (1986 Krāslava) è una poetessa lettone. La sua opera prima “Tu neesi sniegs” è stata pubblicata da Jānis Roze nel 2016. Nel 2018 è uscita la traduzione di alcune sue poesie in inglese “Having never met” (trad. Jayde Will).

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 24, 2018 da in Inga Pizāne con tag .

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